IMMAGINA.
Immagina il senso di sete
dopo due giorni senz’acqua.
E il desiderio di bere.
No, non immaginare il fastidio
di non aver bevuto,
ma la forza di quel desiderio.
Immagina la voglia di masticare
e gustare dopo due giorni senza cibo.
Pensa alla potenza di quella voglia di cibo.
Immagina di non dormire per due notti.
E alla sensazione straordinaria
di mettere a quel punto la testa sul cuscino
e chiudere gli occhi.
Immagina.
Non le privazioni, ma il desiderio.
L’intensità e la naturalità
di un tale desiderio.
E ora immagina
la stessa spontaneità,
la stessa naturalezza,
la stessa forza
nel desiderio non di cibarsi,
dissetarsi o dormire.
Ma di condividere.
I giorni, le notti, i sogni.
Le verità più pure
non hanno bisogno di essere cercate.
Si manifestano da sole.
Ecco.
Immagina il senso di sete
dopo due giorni senz’acqua.
E il desiderio di bere.
No, non immaginare il fastidio
di non aver bevuto,
ma la forza di quel desiderio.
Immagina la voglia di masticare
e gustare dopo due giorni senza cibo.
Pensa alla potenza di quella voglia di cibo.
Immagina di non dormire per due notti.
E alla sensazione straordinaria
di mettere a quel punto la testa sul cuscino
e chiudere gli occhi.
Immagina.
Non le privazioni, ma il desiderio.
L’intensità e la naturalità
di un tale desiderio.
E ora immagina
la stessa spontaneità,
la stessa naturalezza,
la stessa forza
nel desiderio non di cibarsi,
dissetarsi o dormire.
Ma di condividere.
I giorni, le notti, i sogni.
Le verità più pure
non hanno bisogno di essere cercate.
Si manifestano da sole.
Ecco.

